30 dicembre 2008

Concorso!

Stamattina ho fortunatamente scoperto un bellissimo concorso fotografico internazionale creato dal Principe Carlo, dalla sua fondazione per la salvaguardia delle foreste pluviali e sponsorizzato dalla Sony, ovvero il World Photography Award!

Si possono inviare 3 fotografie, tutte del 2008, per le quali vi sono alcune categorie ben definite e ciò mi ha agevolato la scelta.

Data la rilevanza internazionale non ho ancora guardato i premi (il regolamento però l'ho letto.)!

Ecco le mie fotografie inviate e relativa sezione (clicca sull'immagine per vederla intera):

Architecture

Abstract
Sport
Byebyeee,
Daniele

26 dicembre 2008

Pensieri sulle feste e foto "antropologiche"

Le abitudini, le dolci abitudini, smussano le nostre ribellioni.

I luoghi da noi talvolta odiati o solamente mal sopportati, con le loro convenzioni che distruggono il nostro io, diventano a noi più consone e gli anni, scanditi da dolci obblighi, servono ai potenti per farci rimanere nel loro sistema.

Penso che
a Natale l'unica cosa che cambi nel mondo sia la panza dei ricchi ingordi...Gesù non c'azzecca proprio niente!

Bene, dopo questo bel pensiero, un pò di foto odierne alla gente in centro: persone che camminano, poveri che cercano di raggranellare qualche spicciolo (ma la gente da buona cristiana com'è guarda le vetrine o va nei caffè), vecchiette sole ai bordi di una solitaria via e vecchiette che escono veloci di chiesa, due scene che avevo in mente e che sembrano uscite, soprattutto la prima, da un vecchio documentario del Sud Italia. Mi son divertito anche a fotografare la gente come fotografava monumenti o mentre faceva un ritratto alla fidanzata. Nella loro compostezza ed eleganza, che va di pari passo con le loro foto piatte, mi son divertito, come dicevo all'inizio, a trasformare le loro figure ed il contesto.

Gente che cammina:
Delicata bellezza vicino ad una moderna e fredda opera d'arte in acciaio, con dietro un misteriorioso passante.

Gente che fotografa, rendendo un pò misteriori i luoghi da loro fotografati ed anche un po loro stessi:
Gente ai margini:
Il vecchietto abbasso lo sguardo, mentre un "giovinastro" fuma con solerzia

Saluti,
Danx

Video Povera Patria di Franco Battiato. Se invece volete fare festa, Festa dei PFM.

23 dicembre 2008

Nebbia black & white

Se già prima sembravano foto fatte in un altro mondo, magari post-atomico, ora sono ancora più toccanti (a mio giudizio ovviamente) !

Danx

Nebbia (Anti Foto atto II)

Continua la mia saga basata sulla tesi dell'anti-foto...

Ahhh la nebbia... come fa risaltare lei le brutture cui col sole non badiamo mai troppo, non c'è nessun altro! E' impareggiabile!

Ma è anche un'ottima maschera: i famosi "banchi di nebbia" possono anche fare da schermo verso queste brutture, oppure, dietro queste ed altre, farci immaginare mondi lontani.

Si scoprono anche persone molto sensibili, come questo vecchietto che, ogni giorno, dà da mangiare ad un'anatra ed una papera, entrambe molto grosse. Viziatelle direi, eheh
Che bello sapere di cittadini a cui sta a cuore la natura e che grazie ad essa si sentono vivi ed utili!

E' molto evocativa, può rappresentare in pieno l'esistenza umana...

Mi raccomando, divertitevi a scattare!
Danx

PS: ascoltate Il vecchio e il bambino di Francesco Guccini!

21 dicembre 2008

Anti Foto (This is Italy)

In questi giorni ho realizzato una serie di fotografie riunite sotto il titolo: "Fotografie contemporanee di una collina post-moderna". Ma non so fino a che punto i due termini si possano accostare.

Se c'è una cosa che non sopporto, sono i cestini della spazzatura vicino alle panchine. Se mi siedo è perchè sono alla ricerca di tranquillità e son lì per ammirare un bel panorama, non per forza per consumare, men che meno per sentire la puzza dei rifiuti altrui:Son dunque stato in campagna ed in collina (oggi invece in un parco cittadino), dietro la mia città, dove ho deciso di divertirmi con la fotocamera (ma anche con l'auto, eheh).
Ultimamente ho realizzato veramente poche foto, perchè non riuscivo a trovare qualcosa che cogliesse la mia attenzione, così ho deciso di lasciarmi andare e riprendere ogni cosa, magari piccola e banale, che potesse essere allo stesso tempo particolare e bizzarra, di sicuro non bella. Ma è da veramente tanto tempo che non riprendo nulla di bello! Il tutto in modo veloce, anche se studiato. Potrà non sembrare così ai profani della fotografia, ma solo chi s'è impegnato nella realizzazione di belle fotografie (o immagini?) può capire quando gli errori sono voluti. Infatti, anche se appunto sembrano fatte al volo, prima di scattare ho scelto le impostazioni secondo me adatte. L'immediatezza è quindi solamente rappresentata.

Dal mio punto di vista questo stile fotografico fa fuoriuscire molta umanità, è molto "beat" o forse "punk". Ogni piccola cosa assume importanza, o meglio, gli si da importanza, sia perchè il fotografo è molto generoso, sia perchè molto critico e si sentirebbe svilito a riprendere bene soltanto le cose belle.

Nel mio bel giro, in cui ho percorso anche stradine poco battute, mi sono fermato sotto una basilica assediata da auto, auto di coloro che, rovinando il bello in codesta maniera egoistica e menefreghista, han poi cercato di riprendere bene, cioè senza alcun disturbo, con le loro fotocamerine, utili per i produttori di hard-disk e i gestori di discariche, considerando i loro ritratti che sembrano di statue più che di esseri umani o luoghi che non saranno mai più rivisti per mezzo delle loro foto, talmente non c'è alcun punto d'interesse e da cui non scaturisce alcuna atmosfera.

Grazie del panorama

Così come non accetto i giornalisti di parte che si comportano in tal modo per restare col culo al calduccio, non sopporto i fotografi, sia dilettanti che professionisti - soprattutto quest'ultimi - che, anzichè impegnarsi a mostrare il mondo così com'è, con le sue gioie e i suoi dolori, compongono immagini quasi eteree dove ogni cosa è perfettamente posizionata ed espande beatitudine, ma fittizia, perchè relegata a luoghi, per la maggior parte privati, per pochi. La realtà è ben diversa e secondo me questo tipo di fotografo è paragonabile al giornalista pronto a difendere e ad esaltare il proprio capo. Ma si sa che uno schiavo non dà contro il capo, perchè senza di lui si sentirebbe perso.

Son dunque foto contro il photo-business, dove se non si vede censura è solo perchè non avendo cultura fotografica, il lettore non potrà neanche lontanamente immaginarla. Non pensate che mi piacciano invece le foto di guerre. Penso che basti ad esempio riprendere un muro in un deserto, il quale divide divide due Stati (es: Israele e Palestina, Usa e Messico), per immaginare passati e futuri scontri. Lucrare sulle sofferenze e sui poveri non mi piace. Anche se ovviamente è giusto documentare.

Sono foto contro la nitidezza esasperata, per la quale la gente spende molti soldi e usa tanto tempo. Dopo un pò, però, il tempo così impiegato credo che diventi sprecato e si rischia di inseguire solo la nitidezza, la pulizia, la messa a fuoco, le geometrie in ogni foto e quindi il rischio è che la tecnica prenda il sopravvento sulle idee e le atmosfere, su ciò che si vuole esprimere.

Uno stile simile che ho adoperato recentemente ha riguardato la ricerca di colori, solo colori, senza alcun oggetto ben definito, colori sfumati. Il colore è vita, c'è poco da dire (uso una sfocatura totale col teleobiettivo e potete vedere alcuni esempi qui).
Questo per 2 motivi:

1 - "solidarietà" verso chi ha problemi di vista (cosa di cui soffro in minima parte anche io. Ma penso sia un vantaggio, infatti i miei pochi decimi mi spingono a sofferarmi di più e quindi ho più tempo per costuirmi nella mente un'immagine), che mi fa affermare che il mondo visto da loro sia più bello perchè più fantastico di ciò invece è la realtà, fatta di dure linee geometriche che comandano i nostri pensieri e quindi anche i nostri comportamenti (rifletteteci). Perchè dobbiamo per forza vedere nitidamente? Ci sono così tante cose belle che meritano di essere viste nei luoghi dove la maggior parte delle persone vive? Non credo!

2 - Necessitiamo veramente di impressionare i nostri sensori e pellicole così nitidamente come desideriamo sempre? Ci è utile rivedere luoghi già ripresi milioni di volte da milioni di fotografi? Perchè anzichè perdere tempo dietro al mirimo e alle impostazioni, non ci lasciamo abbagliare dalla bellezza di questi luoghi e monumenti, godendoci ogni secondo, anzichè essere impegnati più come tecnici che da amanti dell'arte, dell'architettura e della natura?

Che bisogno c'è di avere una fotografia, grande e nitidissima, dove ogni cosa sia perfettamente visibile? Se il posto che hai visitato ti piace ci devi tornare, non riguardarlo come una divinità irragiungibile. Penso che vedere chiaramente ogni filo d'erba o tutti i mattoncini non serva a niente, perchè l'importante è porre a conoscenza del prossimo l'idea di quel luogo, i particolari è bello vederli dal vivo e poi la super nitidezza non ti porta certo in casa quei prati o quelle statue.
Vedere chiaramente un luogo può, anzi, eliminare il desiderio di andarci/tornarci. Se lo vedo così bene a casa, perchè dovrei uscire? Meglio una foto un pò pazza che ti spinga a visitare approfonditamente per conto tuo quel luogo, per cercare altre pazzie dal vivo.


Mercificazione della donna. Se le modelle sapessero i luoghi infimi in cui la loro immagine verrà appesa, continuerebbero a vendersi? Sì

Solo col..."menefreghismo-interessato" la fotografia può assumere un doppio importante ruolo: innanzittutto quello di arte e poi quello della ricerca sociale che scava con cinismo nei nostri veri menefreghismi.
L'arte dev'essere espressione personale e sovvertimento dei canoni. Se non c'è cambiamento c'è solo noia!

Auguri,
Danx
PS: nonostante io possa sembrarlo con queste foto, no, non sono depresso, tutt'altro, mai stato meglio sia in fatto appunto di fotografie, che di molte altre cose: ho infatti scritto tre poesiole, sto iniziando un racconto descrittivo e poi ovviamente ci son i miei disegnini:)
Eccomi mentre mi diverto alla mia maniera:

Una bella canzone originale girata in strada è questa di Bob Dylan: Subterranean homesick blues. Buon ascolto e buona visione!

15 dicembre 2008

Obama, Bush e la crisi dell'auto

Per realizzare questo disegno ho "preso ispirazione" da questa foto.

Inizo ridendo con Obama che per migliorare il mondo con la sua Green Revolution ritorna alle origini, ovvero quando iniziava a pedalare su un triciclo e finisco incazzato. Grande risalto è stato dato al lancio di scarpe di un giornalista irakeno a G.W. Bush in visita a Baghdad.


Primo attento che il presto ex Presidente degli USA subisce. Perchè nessuno parla mai della gente che vive senza acqua ed elettricità e del gigantesco numero di morti dal 2003 causa anche bombardamenti aerei che colpiscono tutti e delle rappresaglia in cui vengono sterminate intere famiglie inclusi quindi un elevato numero di innocenti per mano americana («queste sono le cose sgradevoli che vi capitano se lasciate che i terroristi usino la vostra casa per attaccare i nostri soldati» - Tenente Adam Mathes, sull'eccidio di Haditha)
Links:
Come si vive da liberati
What to make to 600.000 deaths


Ecco dove vanno a finire le nostre amate auto, in discarica, insieme a tutte quelle nuove invendute:)

Danx

11 dicembre 2008

Pezzi

Il mio amico Wil ha usato una mia foto che gli ho prestato per un suo articolo, tagliandola in stile banner. E' un taglio che si può usare per eliminare parti della foto non molto utili al messaggio generale che l'immagine lancia, anche se è ciò che faccio già da principio. Ieri ho provato a ritagliare alcune mie fotografie che trovate nel mio sito con questo stile banneristico o panoramico, eccone i risultati (le foto sono un pò elaborate in stile lomo, forti contrasti e dominanti):










Per lasciarci ascoltate Vai in Africa, Celestino (dove la parola "pezzi" la fa da padrone) di De Gregori

Ciao,
Danx

PS: un visitatore recente ha trovato questo blog scrivendo su google: "Sogno di cadere dalla bicicletta". Vuoi il mio parere utente anonimo? Secondo me hai paura di fallire nelle cose più elementari, oppure sogni una bella pedalata ma da qua fino a quando tornerà la bella stagione, potrai aver disimparato.

10 dicembre 2008

Disegnini

Ho realizzato da poco alcune cosettine, ora sto provando a realizzare dei ritratti alquanto squadrati e colorati...vedremo!





Il primo "dipinto" rappresenta, nel nero, nel grigio ed in parte nel bianco, il mondo esterno immutabile coi suoi orari, regole scritte e non che ci annientano la personalità, mentre l'interno, con colori accesi quali il rosso ed il giallo, rappresenta il nostro io voglioso di mostrarsi, di gioire, ecc. Si è sempre sotto costante minaccia, si è sempre un pò sotto pressione ed anche da noi stessi possono scaturire obblighi non piacevoli, magari sottoforma di auto-punizioni o debolezze, ecco perchè ritorna il nero dentro al rosso.

Bye,
Danx