Si afferma che la fotografia immortali, ma non penso sia sempre vero, o meglio, non penso che un fotografo voglia sempre riprodurre ciò che è fisso, stabile e ciò che non lo è impostandolo come tale.
Possiamo immortalare una persona, ma possiamo anche andare oltre a quell'istante.
La famosa tecnica del panning, usata per mostrare la velocità di un'azione, è anch'essa usata per immortalare, solo con più enfasi.
Tralasciandola, penso che si possa mostrare lo scorrere del tempo inquadrando in un certo modo i vari aspetti della vita. A differenza di un video, dove vedi cosa succede nel prossimo futuro e tu, spettatore, sei passivo, in una fotografia è il fruitore che diventa protagonista, si pone al posto dell'autore con le sue domande...
Qualche giorno fa ho scattato due foto che posso unire a questo discorso.
Lungo il fiume Po vari atleti si dedicano alla canoa.
Pur lasciandoli in basso a destra si notano ancora abbastanza bene, ma il loro uscire quasi dal fotogramma non mi fa concentrare tanto sui loro movimenti, sulla loro bravura, ma sul dove si troveranno una volta usciti dalla mia inquadratura.
Non riempiendo un fotogramma con un corpo ci si rapporta con l'ambiente: le persone diventano figure con cui non si è mai avuto a che fare, possono forse perdere importanza per molti, ma non per la mia mente ed altri fantasiosi. Mi chiedo come si allenano, dove svolgono le gare, ma non avendo un nome queste domande si perdono e io posso immaginare qualsiasi cosa...Mi sembrano due ragazzini, sorella e fratello, spinti da una passione nata da qualche gara olimpica vista in tv, passione che magari un giorno scemerà per sport più comuni. O magari no, magari continueranno imperterriti e scorreranno sulle acque dei più famosi fiumi europei...Il loro destino è nella mia mente ora:)
Ecco ora una foto della città di Torino, dove possiamo vedere piazza Vittorio Veneto con i caratteristici palazzi e lampioni, sullo sfondo la chiesa Gran Madre di Dio e la collina.
Potevo inquadrare o solo la Gran Madre da lontano, o solo la facciata di un palazzo della piazza, o il tram stesso frontalmente o lateralmente.
Invece ho optato per questo taglio per unirlo all'ambiente. Ecco che vedendolo spuntare, lo spettatore si chiede dove andrà.
Se lo chiede perchè ha un campo visivo molto aperto davanti a sè, non è una foto fatta all'interno della città fra strette vie dove non c'è possibilità di scampo. Qui possiamo immaginare il tram che o va contro il furgone giallo che ci occlude la vista della Gran Madre, o immaginarlo salire per le ripide strade della collina e regalare un giro di giostra alle persone all'interno che fuggono dagli obblighi della società.
Allo stesso tempo possiamo però solo vedere il traffico, i giochi dei fili elettrici nel cielo, la ruggine nelle sospensioni e nelle ruote del tram...sta solo a noi modificare la realtà!